Meglio parlare dei venusiani

Per le vie di Senago sono comparsi manifesti con i quali due forze politiche locali gridano “No al nuovo campo nomadi”. I fatti sono noti a chiunque segua la stampa locale: la polizia municipale ed i carabinieri hanno bloccato,  in un’area del Comune di Senago limitrofa alla via Farini, lavori di cui non esistevano i permessi e perciò abusivi.

Non è tanto sul fatto di cronaca che è necessario soffermare l’attenzione, ma sulla reazione della destra xenofoba senaghese.  Purtroppo nel nostro Paese le forze politiche che si rifanno senza tanti infingimenti alle ideologie razziste e suprematiste hanno occupato a lungo tutti gli spazi informativi e culturali, anche a causa di una colpevole assenza delle forze progressiste, che a volte hanno abbracciato le tesi xenofobe dei loro avversari. Il risultato è stato triste: in Italia si è creato una sorta di pensiero unico in base al quale gli “autoctoni” hanno più diritti di quelli che non lo sono. Si è creata così un’ atmosfera culturale e politica di caccia al diverso, di respingimenti e deportazioni, di lotta contro le moschee ed i rom, un clima avvelenato che ha reso il nostro Paese, un tempo esportatore di emigranti, un arcigno fortilizio razzista. E intanto, anche a causa degli stessi governanti xenofobi, l’economia andava a rotoli. Così ci siamo trovati sull’orlo del disastro economico, mentre tutti parlavano d’altro.

Forse anche a Senago ci troviamo di fronte ad uno scenario simile. A che cosa serve lanciare un alto allarme, come per un’invasione aliena, di fronte ad un fatto di cronaca come quello descritto? La destra xenofoba parla di difesa contro l’occupazione, come se a Senago dovessimo scavare trincee contro i venusiani. Questa drammatizzazione appare sospetta e ricorda molto quello che è successo in Italia negli ultimi vent’anni. Forse le destre agitano lo spettro di una inesistente invasione perchè ad esse conviene che si parli di questo e non di altro.

Sarebbe più istruttivo, invece che prendersela con una inesistente invasione, ricordare la fine ingloriosa dell’ultima amministrazione. O ricordare il fatto che le vasche di laminazione, che a parole tutti rifiutano, sono state pensate dall’amministrazione regionale, dello stesso colore politico di chi strilla contro i nomadi. Ecco, per i razzisti nostrani è meglio cambiar discorso, meglio parlare dei venusiani.

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