La Lega, continuazione del Partito Nazionalsocialista tedesco

Esiste in Italia un partito che si chiama “Lega Nord”. Ma questa non è una notizia: lo sanno tutti. Questo partito, dalla sua nascita, ha sempre trovato un capro espiatorio da perseguitare. E anche questo lo sanno tutti. Vent’anni fa il bersaglio prediletto fu costituito dai meridionali italiani, in seguito le sgradevoli attenzioni leghiste si spostarono sugli albanesi, ultimamente questo partito se la prende in maniera indiscriminata verso tutti coloro che professano la religione islamica, ma rivolge anche particolare odio contro il popolo rom. A Senago questo partito ha trovato di recente un motivo di riattivazione, dopo le ultime figuracce, fomentando la persecuzione razziale contro i rom. E anche questo lo sanno in molti.

Quello che però non è mai stato fatto notare è che questo partito ha un impianto ideologico di stupefacente somiglianza ed analogia con quello che fu del partito nazionalsocialista del Terzo Reich. In pratica, dal punto di vista ideologico, la Lega è la versione italiana del partito nazista. Vediamo perchè.

I fattori che portarono al successo del partito nazionalsocialista tedesco furono molteplici. Tra i principali, sono da ricordare la crisi economica della Germania, la perdita di orientamento politico conseguente al crollo delle monarchie centrali, il controllo e l’uso strumentale dei mezzi di comunicazione di massa, la creazione di un’ideologia di massa che coinvolgeva gli individui, deresponsabilizzandoli. La Lega ha iniziato ad avere successo nel XX secolo con il sorgere ed il procedere della globalizzazione, che ha messo in crisi l’economia tradizionale ed ha creato disorientamento culturale. Ha avuto la possibilità di occupare in maniera sempre più pervasiva ed invadente gli spazi dell’informazione ed ha costruito un apparato ideologico fidelizzante. Fatte le debite differenze dovute al paragone tra epoche diverse del Novecento, non si può non notare come si tratti, in ambo i casi (Partito nazista e Lega) di un fenomeno di reazione violenta ad un forte shock socio-economico.

Nel Mein Kampf, Adolf Hitler affermava che la sconfitta tedesca era stata originata dall’azione aggressiva di un complesso di forze di cui era stato vittima, a suo dire, il popolo tedesco: giudaismo, massoneria, bolscevismo, pacifismo, nomadismo, omosessualità.  Per la Lega, il popolo (inventato) della Padania è oggi sotto la continua minaccia di islamici e rom; per questo partito omofobico, inoltre, le “pretese” di riconoscimento civile degli omosessuali minano alla base le radici cristiane della famiglia e della società. 

Il vittimismo con il quale il persecutore (le camicie brune naziste) si atteggiava a ostaggio dei perseguitati è lo stesso delle camicie verdi che continuano a strillare di minaccia alla sicurezza del loro popolo (inventato). Il fatto che Padania e popolo padano siano concetti costruiti a tavolino e privi di fondamento storico e culturale non toglie nulla all’efferatezza delle tesi leghiste: anche il concetto di razza è artificioso e destituito di fondamento scientifico, ma ha prodotto ugualmente milioni di morti.

Il nazismo infatti teorizzava la superiorità della (inesistente) razza ariana:bisognava agire affinchè il blut, il sangue del ceppo umano dominante (Herrenfolk) rimanesse puro proprio perchè la Germania, secondo la tesi nazista, era stata indebolita dalla diversità etnica e linguistica. La nazione, che doveva essere espressione della razza ed identificarsi con essa, doveva sorgere all’interno di un territorio detto spazio vitale (lebensraum). I leghisti si battono per un territorio etnicamente “puro”, privo di mixitè, una Padania che corrisponde al lebensraum nazista.  Si ritengono superiori a rom e islamici. Hanno occupato i gangli del potere dello Stato (Ministero dell’Interno) per il progetto dichiarato di reprimere e scoraggiare l’immigrazione. Hanno studiato e fatto approvare una legge (la Bossi-Fini) che rende praticamente impossibile l’immigrazione legale.

“Ein Völk, ein Reich, ein Füher” era un fondamentale slogan nazista: un solo Stato, un solo popolo, un solo capo. Il führerprinzip, ossia il principio di supremazia del capo, stabiliva che il Füher era incarnazione del movimento politico e della nazione. Il partito della Lega teorizza che non va contaminata la purezza del suo popolo padano, si batte per l’indipendenza dalla Padania, venera il suo capo con un imbarazzante culto della personalità. Il metodo democratico non è conosciuto dalle parti della Lega, al cui interno si sono succedute faide e decapitazioni di gruppi dirigenti locali, quando sono stati in disaccordo con il dettato del loro capo.

Il nazionalismo etnico nazista, fondato sugli elementi descritti, portò ad un partito di massa che teorizzava e praticava una saldatura tra il sottoproletariato e la borghesia. Anche la Lega è un partito di massa e sostiene che l’identità padana va messa davanti alle distinzioni di classe, di ceto e di censo (“Prima la nostra gente” è un suo slogan e una sua pratica). Il suo elettorato comprende sia strati della borghesia che strati popolari a basso reddito e privi di coscienza politica critica, spesso poco dotati di strumenti culturali.

Adolf Hitler ebbe a dichiarare: « Dobbiamo essere cattivi, senza pietà, prima che gli altri diventino cattivi. Per questo abbiamo creato i campi di concentramento. Il tribunale è un affare troppo lungo. Dobbiamo procedere più brutalmente! » La Lega è stata protagonista dell’imbarbarimento del linguaggio politico negli ultimi vent’anni nel nostro Paese. Molti suoi esponenti di spicco hanno adottato lo stesso linguaggio nazista con diretti ed espliciti riferimenti all’uso della violenza fisica contro i loro nemici.

Il popolo zigano, composto da rom, sinti e camminanti, è perseguitato fin dall’alto medioevo. In Italia si stima che vivano tra 90 e 140 mila zigani. Di questi, 50 mila sono rom e 70 mila sono cittadini italiani. La Lega ha già organizzato, in perfetta linea con i suoi predecessori nazisti, pogrom in tutta Italia e vorrebbe tanto farne uno a Senago: già, forse, prudono loro le mani. I leghisti devono essere consapevoli dove porterà questo loro attivismo razzista, questo continuo fomentare paura ed odio: ai lager, allo sterminio. Occorrerebbe che essi stessi si rendano conto della china sulla quale stanno precipitando. E’ lo stesso precipizio che portò all’Olocausto.

Ma, se non se ne renderanno mai conto, occorrerà che qualcuno li fermi. La Storia deve pur insegnare qualcosa.

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Un commento su “La Lega, continuazione del Partito Nazionalsocialista tedesco

  1. Bello!
    Ma soprattutto si parla di campi nomadi, roma ecc… perché non si hanno altri argomenti! Questa è l’imperssione… La cosa più triste è che questa gente (e altri) si appellino ai sani valori del cristianesimo…

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