Lega e Legalità

Sarebbe facile provare un sentimento di rivalsa, al vedere il partito di Bossi alle prese con le indagini della magistratura per numerosi e gravi capi d’accusa.

Invece si provano solo disgusto e preoccupazione.

 Questi i fatti: la Lega, ipotizzano i magistrati che indagano, ha usato i soldi del partito, erogati dallo Stato, cioè da tutti noi, per le esigenze personali del suo capo e dei familiari: ristrutturazione della villa di Bossi, cene, viaggi.

La Lega Nord avrebbe anche, secondo le notizie diffuse dai mezzi di informazione, investito all’estero i fondi del partito (a Cipro e in Tanzania: pensate un po’, anche nell’odiatissima Africa, esportatrice di migranti). Il trattamento di questi fondi si sarebbe avvalso, sempre secondo le informazioni della stampa, anche della “consulenza” di sospetti esponenti della ‘ndrangheta.

Per tutti questi movimenti di denaro le accuse, mosse dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria, sono di appropriazione indebita, riciclaggio di denaro, truffa ai danni dello Stato, falso. La Lega infatti avrebbe anche presentato un bilancio falso per coprire le operazioni illecite, fatte anche con i fondi dei rimborsi elettorali.

Risulta indagato, tra gli altri, Francesco Belsito, tesoriere della Lega, che ha rassegnato le dimissioni dai suoi incarichi di partito. Coinvolti nello scandalo sono anche gli uffici di segreteria di Umberto Bossi e il Sin.Pa (sedicente Sindacato Padano) di Rosy Mauro.

 Silvio Berlusconi ha subito espresso solidarietà ai suoi amici leghisti. Ma, vista la persona, forse i fedeli di Bossi non saranno stati contenti della generosità del Cavaliere.

 Insomma, ecco che cosa è successo: il partito che ha sempre tuonato contro “Roma ladrona” è stato probabilmente scoperto con le mani nel sacco nel più squallido scandalo da prima Repubblica.

Questa è la moralità di chi si erge a paladino della legalità.

 Qui a Senago questo partito, per far dimenticare i precedenti scandali (quello di Boni) ed il coinvolgimento della Lega nell’affaire Vasche, ha iniziato a tuonare contro una immaginaria invasione di Rom. Si atteggiano a inflessibili protettori della legalità.

Adesso aspettiamo che si inventino qualcosa di più fantasioso per tentare di far smettere di parlare della corruzione così vicina al loro caro leader.

 I sengahesi si ricordino, al momento di andare al voto, della natura di questo partito.

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