Il pericolo dell’Ambrosia

Il mese di settembre è un vero inferno per qualsiasi persona affetta dall’allergia per l’Ambrosia. E’ inutile stare qui a ripetere i sintomi delle reazioni allergiche, piuttosto è meglio parlare della pianta che le causa e del ruolo che potrebbe avere l’Amministrazione comunale nell’aiutare a diminuire i disagi.

La specie di  Ambrosia incriminata a causa della forte allergicità dei suoi pollini è l’Ambrosia artemisiifolia, una pianta infestante proveniente dal nord America.  Gli arbusti di Ambrosia riescono a crescere fino a raggiungere dimensioni notevoli, hanno foglie frastagliate di colore verde intenso, i fiori sono giallastri e raccolti in ampie inflorescenze. Le piante d’ambrosia si adattano a molti tipi di clima e vivono facilmente anche sui bordi delle strade in terreni ghiaiosi e poco umidi, sono diffuse nel nord Italia, soprattutto in Lombardia e nelle provincie occidentali del Piemonte. Secondo uno studio dell’ARPA Piemonte (http://old.arpa.piemonte.it/index.php?module=ContentExpress&func=display&ceid=733&meid=-1) la crescente presenza di CO2 nell’aria provocherebbe un incremento della crescita della pianta e dunque del polline, che è la precipua causa di allergie. I pollini copiosi dell’Ambrosia vengono traportati dai venti, soprattutto durante le giornate poco umide. Il periodo di maggior produzione del polline va dalla fine di agosto a metà settembre (delle volte  si arriva in ottobre), difatti in questo periodo si riscontrano i picchi dei disagi provocati dalle reazioni allergiche.

La Regione Lombardia ha emesso un decreto (25522 del 29.3.99) per quanto riguarda il controllo della crescita dell’Ambrosia e prescrive ai comuni e ai possessori di terreni lo sfalcio delle piante, pena una sanzione amministrativa fino a 500€. Il decreto ordina tre sfalci (anche se sarebbero insufficienti: studi dell’università di Torino dimostrano che le piante continuano a crescere e fiorire anche dopo quattro sfalci, anzi la produzione di pollini e fiori aumenta) da attuarsi nei mesi di giugno, luglio e agosto.  Lasciando da parte la lotta chimica, che risulterebbe molto dannosa e gli sfalci, che risultato inutili, sono stati studiati metodi diversi: il “pirodiserbo”, che è utile sui bordi delle strade e consiste nel danneggiare la pianta con una potente fonte di calore (la pianta risulterebbe “lessata”), la pacciamatura, si ricoprirebbe il terreno con cortecce di conifere e foglie al fine di evitare la crescita delle erbe, l’aratura superficiale (studiata dalla  Regione Lombardia e giudicata molto efficace) e la semina di colture antagoniste come l’erba medica o il trifoglio, che aiutano, tra l’altro, a rendere i terreni più fertili.

L’amministrazione comunale dovrebbe impegnarsi a rispettare e a far rispettare in modo rigoroso questa norma a salvaguardia della salute e del benessere di tutti i cittadini, attivando la Polizia locale al controllo dei terreni pubblici e privati. Naturalmente i pollini vengono trasmessi dal vento ed è difficile riuscire a controllare il territorio del Comune, ma è pur vero che il numero di persone allergiche è in crescita continua in nord Italia L’Amministrazione di Senago potrebbe agire in concerto con le amministrazioni dei comuni limitrofi e le ASL per garantire una compiuta lotta all’Ambrosia in vista del bene di molti cittadini. Il problema dell’allergia è serio e in continua crescita,  un’Amministrazione attenta al bene comune in primis deve curarsi della salute dei cittadini attraverso mirate politiche di prevenzione.  Il sindaco potrebbe emanare ogni anno un provvedimento attraverso il quale valuta e regola le azioni atte a prevenire l’insorgenza di fenomeni allergici legati all’Ambrosia. La legge esiste, ma deve rispettata con maggiore serietà da parte delle amministrazioni e dei privati, che poco si curano dei disagi profondi creati dai sintomi delle allergie! Una Senago più pulita passa anche attraverso azioni di controllo (pulito) delle piante pericolose per la salute. Purtroppo poco si è fatto in precedenza per quanto riguarda la prevenzione di questo tipo di allergie ed è possibile passare vicino a campi e strade nei quali crescono piante del genere. Si richiede anche un po’ di “buon senso” dei cittadini nel segnalare la presenza di queste piante e perché no nell’estirparla dai terreni comunali!

Annunci

2 commenti su “Il pericolo dell’Ambrosia

  1. Buongiorno,
    La proliferazione delle erbe infestanti in ambito urbano e periurbano è un problema determinante per le amministrazioni pubbliche; le piante che crescono lungo i bordi stradali diminuiscono la visibilità creando disagi, senza considerare poi il problema dell’aumento delle allergie da polline, testimoniato anche dagli articoli pubblicati proprio in questi giorni da numerose testate nazionali dove si evidenzia l’impegno crescente dei Comuni in Italia nella creazione di spazi verdi “allergy free”.
    Le modalità con cui contenere la flora spontanea sono molteplici, anche se non tutte risultano eco-compatibili. Le amministrazioni pubbliche dovrebbero orientarsi verso tecniche in grado di salvaguardare la salute di operatori e cittadini e l’ambiente circostante (suolo, falde acquifere, aria), anche in vista dell’entrata in vigore della direttiva 2009/128/CEE, che imporrà l’applicazione di tecniche eco-sostenibili in interventi di diserbo in tutti gli stati membri dell’Unione Europea nei prossimi anni.
    Una tecnica ecologica per il contenimento delle erbe infestanti, la cui efficacia è stata dimostrata da numerosi studi nazionali e internazionali è quella del pirodiserbo. La tecnica consiste nel sottoporre per pochi decimi di secondo le piante infestanti all’azione di radiazioni termiche generate da bruciatori alimentati a Gpl. Per approfondire la tecnica e leggere gli articoli scritti dall’Università di Pisa in 15 anni di ricerca e sperimentazione, invitiamo tutto coloro che intendono abolire la chimica in azioni di diserbo a consultare il nostro sito:www.maito.it.
    Attualmente alcuni comuni in Italia stanno già applicando con successo la tecnica del pirodiserbo e questo dimostra che un’alternativa eco-sostenibile è possibile se crediamo nella tutela dell’ambiente e della nostra salute!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...