Partecipazione, una politica per tutti

Voialtri siete tutti ladri uguali 
(cittadino/a medio/a ai banchetti elettorali)

Risposte di questo tipo arrivano numerose durante i momenti di propaganda e sono indice di un non indifferente malcontento, sinonimo di un crisi delle istituzioni democratiche.

Non c’è pessimismo a parlare di crisi della democrazia, l’indignazione delle persone è un sintomo da non prendere sottogamba, non bisogna sottovalutare la sfiducia dei cittadini verso i politici ai quali è delegata l’amministrazione della Cosa Pubblica. Come non dare torto a queste persone dinnanzi alla superbia dei tanti parlamentari e amministratori che continuano a detenere potere e privilegi anche dopo essere stati colpiti da vergognosi scandali? Indignarsi non basta – per riprendere il titolo di un pamphlet di Pietro Ingrao pubblicato l’anno scorso – la crisi della politica deve rinascere dai cittadini stessi, che devono andare a votare dopo essersi informati bene dei programmi, dopo aver conosciuto le persone che dovrebbero delegare. Questa indignazione tante volte pare essere una scusa per un certo menefreghismo, un disamoramento per le sorti di casa propria.

Senago Bene Comune vuole reagire alla crisi della politica prendendo le armi della democrazia e presenta alle elezioni amministrative di Senago candidati  che non hanno alcun interesse personale nella gestione della Cosa Pubblica. La nostra non è sete di potere o mani di protagonismo, ma interesse per il bene di tutti. In virtù di ciò noi vorremmo avvicinare chi è interessato alla macchina comunale: in un paese di medie dimensioni come il nostro non è difficile coinvolgere i cittadini in progetti di partecipazione all’amministrazione. Il nostro obiettivo è quello di continuare – ma anche potenziare – il “Bilancio partecipato” attivato durante la giunta Chiesa e interrotto durante la giunta Rossetti e Agenda 21. Le assemblee di Bilancio partecipato sono momenti in cui il cittadino può dialogare apertamente con l’amministrazione ed essere così partecipe delle decisioni che interessano il Comune: la partecipazione non limita la sovranità al voto, ma la estende.

Un’amministrazione giusta non è una “zecca” della società, ma una portavoce forte delle esigenze della collettività. Senza persone forti e competenti come può la cittadinanza difendersi dai soprusi che giungono dall’alto come le “vasche di laminazione”? Nella scorsa legislazione abbiamo visto dei comportamenti ambigui a questo proposito: molti di quelli che oggi includono nei propri volantini lo slogan “no vasche” e che prima sedevano in Consiglio si sono mostrati indifferenti, se non condiscendenti verso quelle costruzioni. L’unica persona che si battuta sin da subito contro la costruzione di quei mostri ecologici è Stefano Palazzolo!

Un’amministrazione comunale giusta deve garantire alla cittadinanza servizi socio sanitari di qualità, è  vero molti servizi durante la scorsa amministrazione sono stati decurtati, ma questo non ci deve impedire di votare, anzi ci deve spingere verso le urne per allontanare le persone, che precedentemente hanno acquistato la nostra fiducia e non hanno portato a compimento le promesse. L’amministrazione deve vegliare sul giusto funzionamento della macchina comunale predisponendo luoghi dove ogni cittadino possa di sua spontanea volontà – non attraverso un “capo-caseggiato” – denunciare dei malfunzionamenti presenti sul suolo comunale. L’ufficio preposto a questo ciò è l’URP, la cui capillarità territoriale è stata diminuita durante la scorsa amministrazione.

L’idea di predisporre cittadini delegati a segnalare all’ente comune i malfunzionamenti è vecchia, si pensi piuttosto a forme di partecipazione politica: obiettivo del nostro programma, come già detto (repetitia iuvant), è rilanciare e potenziare le iniziative di Bilancio partecipato e Agenda 21, scomparse durante l’amministrazione Rossetti.

Noi non vogliamo mantenere il potere nelle nostre mani, ma vogliamo farci promotori di una politica nuova, che sia più vicina alle esigenze di tutti e non garante degli interessi personali di pochi. E una domanda a voi, cittadini di Senago, ora vi mostrate indignati e non volete più andare a votare, ma mettereste volentieri il paese di nuovo nelle mani di chi per due anni non è riuscito a gestirlo bene?

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