LA SCUOLA NON DEVE TACERE

Tutta la scuola italiana, presidio di cittadinanza, fulcro della costruzione di culture, luogo dove la comunità si  riconosce, si costruisce e ricostruisce, è stata colpita da mani assassine. Volevano la strage, volevano colpire proprio la scuola.

L’orribile attentato che ha causato la morte di una ragazza,  ha ridotto in condizioni gravissime un’altra e ferito altri sei giovani a Brindisi non deve togliere la parola alla scuola italiana.

Tacere oggi significa darla vinta a chi ha voluto colpire studentesse innocenti.

Non è nota l’identità degli autori del terribile attentato né le motivazioni che hanno spinto gli assassini. Molti pensano che si stagli, dietro questo gesto, la volontà della criminalità organizzata.

E’ stata colpita una scuola, come a pretendere che a scuola non si parli di legalità,  come per intimidire.

Non sarà opportuno aspettare la decisione del Ministero per reagire e non sarebbe giusto reagire con un minuto di silenzio. La scuola deve reagire con un’ora di ragionamenti fatti ad alta voce sul valore della legalità.

In tutta Italia, spontaneamente, si sta organizzando per lunedì 21 maggio una giornata scolastica del lutto e dello sdegno, perché le vittime sono anche le nostre vittime, perchè nessuno guardi da un’altra parte.

A Senago, lunedì 21 le scuole saranno chiuse per la tornata dei ballottaggi: facciamolo martedì. Tutti i docenti entrino a scuola con il lutto e commentino con i loro studenti: nessuna giustificazione per gli assassini, riprendiamo la parola. La scuola deve essere un luogo dove crescere, non un luogo dove morire.

Piangiamo la ragazza che è morta: non aveva altra colpa che andare a scuola, una mattina di maggio. Costruiamo insieme, alunni, genitori, insegnanti, la democrazia e la cultura della legalità, a Senago come in tutta Italia. La mafia è morte, noi costruiamo la vita.

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Un commento su “LA SCUOLA NON DEVE TACERE

  1. Ora pare che abbiano identificato un pazzo, un insano di mente che potrebbe essere il responsabile di questo ignobile gesto. Personalmente mi chiedo come sia possibile compiere un tale gesto. In ogni caso per me deve rimanere valido l’invito a ricordare la vittima di questo attentato recandosi a scuola, domani 22 maggio, con il lutto al braccio.

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