La villa di Adriano: la villa della vergogna!

“Costruì una splendida villa a Tivoli, così da intitolare i vari edifici con i celebri nomi dei provincie e di luoghi famosi, come la Licia, l’Accademia, il Pritaneo, il Canopo, il Pecile, Tempe; per non tralasciare nulla dipinse anche gli inferi” Con queste rapide parole un misteriosissimo storico, vissuto durante il declino dell’Impero romano, descrive la magnificenza della villa che l’Imperatore Adriano si fece costruire presso Tivoli. Già da queste parole emerge il carattere spettacolare e speciale di quel complesso di edifici: un magnifico insieme di elementi architettonici rappresentanti luoghi particolarmente significativi dell’Impero romano. Così il complesso di strutture richiama i luoghi dell’Atene classica (il Pecile, che è una ricostruzione dell’Agorà e dei portici di Atene), le regioni esotiche, ricche ed evocative dell’Egitto (il Canopo: un Nilo in miniatura ornato da colonne). Il desiderio di un solo uomo portò alla costruzione di teatri marittimi con isole, biblioteche, cupole svettanti. Tutto questo è testimonianza di un popolo che già aveva conoscenze architettoniche elevate (Vitruvio, che fu il modello per l’architettura moderna, all’epoca della costruzione era già morto da più di cento anni!) capaci di dar vita a creazioni fantasiose e stravaganti.

Nel complesso di Villa Adriana regna la memoria di luoghi e persone, che vissero “quando gli dei non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio […] un momento unico in cui è esistito l’uomo, solo”, per dirla come Flaubert. Già si possono immaginare in luoghi del genere le sfarzose feste dell’imperatore, le effigi di dei antichi, i santuari per il suo prediletto Antinoo, deificato dopo una morte misteriosa in Egitto (probabilmente un suicidio rituale in onore dell’Imperatore). Tra le rovine di Tivoli una giovane Marguerite Yourcenar ideò uno dei romanzi più importanti del ‘900: le Memorie di Adriano.

Siamo a Corcolle, nel 2012, queste amenità storiche (protette dall’UNESCO)  rischiano di essere deturpate profondamente per la costruzione di una discarica tendenzialmente abusiva. Stupisce il beneplacito di Palazzo Chigi per adibire una dismessa cava, situata ad un chilometro dal sito della Villa, a luogo di stoccaggio per i rifiuti solidi urbani della città di Roma. Quello che preoccupa è anche il serissimo rischio di inquinamento delle falde acquifere, considerando il fatto che parliamo di zone densamente abitate, la contaminazione delle acque potabili risulta essere uno dei punti più allarmanti di questa vergognosa vicenda. Ma le Istituzioni dinanzi a questa chiarissimo (tentativo di ) stupro del territorio e dei beni (comuni) culturali dove sono? Il prefetto Giuseppe Pecoraro, commissario romano ai rifiuti, è il principale attore di ciò, complici e assieme attori sono l’amministrazione della Provincia, ma anche il governo. Il ministro Ornaghi certamente non si è distinto per durezza e intransigenza nella condanna del fattaccio, le sue reazioni insipidissime sono state “rimango contrarissimo”, ma poi che dire del Ministro Cancellieri che ha ringraziato Monti, per la fiducia data al prefetto Pecoraro. Ma cosa ci si può aspettare, citando il bell’ articolo di Sergio Rizzo (già attivo nella difesa dei beni culturali) sul Corriere  (http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_maggio_24/20120524NAZ23_19-201315423420.shtml), da un ministro che “non ha certo lasciato un segno indelebile nella storia di quel ministero. L’ultima iniziativa di spicco è stata la nomina nel Consiglio di amministrazione della Scala di Milano di un suo collaboratore all’Università Cattolica, Alessandro Tuzzi, al posto del finanziere Francesco Micheli”. Dopo questi fatti, il presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, il professor Carandini (archeologo di fama internazione), ha rassegnato le sue dimissioni scrivendo queste parole al sig. Ministro: ” la mancanza di una politica del governo verso la cultura già mi aveva sorpreso e deluso. Ma esistono per ciascuno di noi dei limiti di tolleranza civica e personale. Le ultime notizie sulla discarica prevista a Corcolle, straordinariamente gravi per la prossimità a Villa Adriana e alle quali non arrivo a credere, rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il vaso…”

Questo è un ulteriore fattaccio sulle spalle di un governo che vuole “farsi bello in Europa”, ma si rende veramente ridicolo nel non saper difendere uno dei siti storici più importanti al mondo. La villa di Adriano diventerà la villa della vergogna, il simbolo dei disvalori che dominano la classe dirigente italiana. E come sempre gli interessi enormi e le trame di potere che riposano sui rifiuti vanno a schiacciare la salute  e i diritti di tutti i cittadini di quella zona, che vedono incombere un gravissimo pericolo per la loro salute. Non possono che giungere biasimo enorme e profonda tristezza per le decisioni inique di un Governo, che non ha a cuore il bene comune. Il pieno appoggio a quei cittadini di Corcolle è (http://www.comitatorifiutizerocorcolle.it/) che stanno anche lottando per difendere il territorio.

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