Linea Milano-Mombello: i lavori continuano. Le polemiche anche

All’inizio del mese di giugno sono iniziati i lavori di messa in sicurezza della tranvia Milano-Mombello, le cui corse sono state sospese il 14 maggio.

E’ nota la storia della soppressione del vecchio “gamba de legn”: il Comune di Milano aveva assegnato nel mese di febbraio, con un protocollo di accordo tra le parti interessate, una cospicua cifra (si parla di quattro milioni di euro) ad ATM per la manutenzione della linea, ma aveva stabilito che i lavori non potessero iniziare prima di un accordo tra i Comuni dell’area che definisse la riqualificazione dell’intera tratta, ormai obsoleta. I Comuni, divisi tra i “pro” e i “contro”, hanno tardato ad accordarsi e le condizioni di sicurezza della linea si sono progressivamente deteriorate, fino a che l’USTIF (ente preposto alla gestione delle linee su binari) non ha deciso il blocco. Così, il tram è stato sostituito da linee automobilistiche. Ma nel frattempo i Comuni avevano raggiunto un faticoso accordo, vincendo le resistenze dei sindaci “contro” e in questo modo, a tram fermo, sono partiti finalmente i lavori, proprio da Limbiate, il cui sindaco, Raffaele De Luca, si era battuto con caparbietà per una soluzione della vicenda.

Curiosamente, come si legge sui siti ben informati delle forze politiche della zona, le informazioni sulla ripresa dei lavori sono frammentarie e quasi introvabili, anche per gli amministratori locali. Certamente dai lavori è interessata attualmente almeno la tratta Milano-Varedo e sembra che la ripresa delle corse del tram sia prevista per il mese di luglio.

I lavori, nell’originario protocollo, erano stati divisi in tre lotti: Cassina Amata-Varedo, Cassina Amata-Comasina e Varedo-Limbiate. Il consigliere comunale di Paderno Dugnano, Gianfranco Massetti (Partito Democratico), che ha seguito da vicino la vicenda, fa notare che non si sa nè si capisce se e come sia stato cambiato il protocollo: quello che è certo è il termine dei lavori, previsto per il 2 luglio, non è stato rispettato. I lavori del secondo e terzo lotto, afferma Massetti, saranno fatti  a linea funzionante. L’esponente politico però continua: “Per una buona ripresa del servizio sulla linea esistente molto resta da definire: l’ultimazione dei lavori del 1° lotto, la qualità dei lavori del 2° e 3° lotto,  la collaborazione con i Comuni per le opere di attraversamento a raso e dei cordoli marciatram, la ripresa della velocità a 40Km/h con la rimozione dei limiti imposti a 25 Km/h”. In questa indeterminatezza e nella mancanza di informazioni certe, le Amministrazioni hanno chiesto un incontro chiarificatore con ATM.

Atm ha puntualizzato: «Abbiamo eseguito tutti gli interventi che ci sono stati affidati dal Comune di Milano, per conto del quale gestiamo la linea», ma solo l’USTIF può decretare la riapertura. E lo farà solo se tutti i lavori saranno eseguiti e la sicurezza sarà garantita. In questo momento sembra che i lavori si siano limitati a Varedo, tagliando fuori così Mombello.

Il motivo è nel fatto che i lavori dovrebbero proseguire sul territorio del Comune di Varedo, la cui Amministrazione… non ci sente. Gli organi di stampa riportano un battibecco tra ATM e Comune di Varedo:  secondo il vicesindaco di Varedo, Pierino Beni, nessuno ha chiesto all’Amministrazione varedese il sostegno agli interventi necessari. Invece ATM dice di averlo fatto, presentando addirittura un preventivo dettagliato. In realtà la Giunta di Varedo non vuole spendere soldi per una linea che, a detta di Beni, non viene utilizzata dai suoi cittadini. In soccorso a Beni è giunto l’assessore ai Trasporti della Provincia di Milano, Giovanni De Nicola, che ha proposto l’intervento finanziario della Provincia di Monza e Brianza.

Molti si chiedono se si tratti di una politica “con i paraocchi” o se ci siano motivi di colore politico per una presa di posizione così poco collaborativa a favore di un’opera pubblica che giova a tutta la comunità nordmilanese.

Sullo sfondo resta la partita, ancora aperta, della riqualificazione della tratta:  i lavori di messa in sicurezza della tranvia sono finalizzati solo al suo mantenimento temporaneo. Infatti essa è destinata a scomparire, sostituita da una moderna metrotranvia. Che è già prevista nel “Progettone“, per il quale sono stati stanziati già 100 milioni di euro, 60 a carico dello Stato e 40 a carico dei Comuni interessati. Ora, si parla già di 160 milioni di spesa ed è proprio la prospettiva dell’esborso sempre più consistente richiesto che frena il “Progettone”, anche se sembra ormai indispensabile alla mobilità dell’area.

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