Il pasticcio delle iscrizioni on line

Labirinto di Escher
Da quest’anno è obbligatoria l’iscrizione on line alle scuole.
Le Segreterie degli Istituti scolastici non hanno potuto fare altro che applicare le disposizioni di legge fortemente volute dal ministro Profumo per dimostrare la sua volontà modernizzatrice.
Evviva la modernità: il server del MIUR è già in crisi. I dati salvati sono stravolti. Ma questo sarebbe il meno.
L’obbligatorietà dell’iscrizione on line è stata valutata lesiva dei diritti costituzionali dall’Associazione per la Scuola della Repubblica, che sta promuovendo un appello al Presidente della Repubblica, garante della nostra Carta Costituzionale, perchè si faccia promotore dell’abrogazione dell’obbligatorietà.
In effetti, di fronte all’obbligatorietà della frequenza scolastica alla scuola primaria ed alla scuola secondaria di primo grado, rendere ammissibile solo l’iscrizione per via informatica implica anche l’obbligo dell’accesso ad un computer collegato: e questo è, a parere di molti, un mostro giuridico.
Di più: che cosa faranno le famiglie prive di competenze informatiche?
E’ stato stimato che il 48 per cento della popolazione subisce quello che viene chiamato “digital divide”: una condizione di svantaggio sociale causata dal fatto che non hanno un sistema informatico o non lo sanno usare.
Ancora: come sancito articolo 38 del Testo Unico sull’immigrazione, i minori stranieri presenti sul territorio nazionale sono soggetti all’obbligo scolastico.
L’articolo 45 del Regolamento di attuazione poi chiarisce in maniera inequivocabile come i minori stranieri presenti sul territorio nazionale abbiano diritto all’istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani.
E invece l’iscrizione on line prevede, tra i campi obbligatori, il codice fiscale. E’ un ostacolo insormontabile per i migranti privi di permesso di soggiorno che hanno per legge sia il dovere che il diritto di iscrivere i loro figli a scuola.
Si tratta di un altro pasticcio combinato da chi ha governato la scuola. Per non farci rimpiangere la Gelmini, che ha combinato mille di questi pasticci, abbiamo una norma ministeriale approvata “alla leggera” che confligge con altre norme dello Stato.
Ma è anche, ciò che è peggio, una norma che toglie diritti ai bambini figli di immigrati privi di permesso di soggiorno, che trasforma l’iscrizione alla scuola -un diritto costituzionale- un percorso ad ostacoli per i cittadini italiani che non hanno un computer o non hanno una connessione e per i migranti che non parlano bene l’italiano.
Anche di questo il signor Profumo e chi lo ha sostenuto dovranno rendere conto ai cittadini.
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