Una bella notizia: a Senago “La somma fa la differenza”

Più e meno

Una rivoluzione aritmetica? Niente affatto: a Senago qualcosa si muove in favore dei bambini, dei ragazzi e dei loro genitori. Dal mese di settembre 2013 infatti saranno operativi i diversi servizi di carattere educativo e sociale contenuti nel progetto “La somma fa la differenza”.

I servizi previsti sono: uno spazio gioco per bambini da zero a tre anni, un’attività educativa pomeridiana per bambini delle scuole primarie e ragazzi delle scuole secondarie di primo grado (cioè, rispettivamente: elementari e medie), uno sportello pedagogico di ascolto dedicato ai genitori, serate di approfondimento e discussione sui temi dell’educazione ed attività formative rivolte ai volontari del progetto.

“La somma fa la differenza” è un progetto promosso da una cordata di soggetti, il cui capofila è l’Oratorio della parrocchia S. M. Assunta, che ha coinvolto il Comune di Senago, gli Istituti Scolastici, la Pro Loco, le Acli e l’industriosissima associazione dei genitori Eta Beta. L’Oratorio ha affidato la progettazione alla Cooperativa Comondo.

Il progetto è finanziato dalla Fondazione Nord Milano e dalla Parrocchia: infatti esso ha vinto un bando di concorso che la Fondazione ha riservato agli Oratori.

Il nome del progetto, come ha spiegato Silvia Mozzi, responsabile di Comondo, allude all’idea che la sinergia tra le diverse componenti della comunità cittadina può far fronte alle difficoltà educative e che l’investimento sul volontariato potrebbe essere una scelta strategica. “La finalità del progetto è fare rete,” ha affermato Silvia Mozzi, “è rompere l’isolamento in cui si trovano spesso i bambini, i ragazzi o i genitori”.

Il progetto verrà condotto, sotto la supervisione di psicologhe e pedagogiste, da educatori professionali a cui verranno affiancati volontari appositamente formati. I servizi funzioneranno nei locali degli Oratori ed apriranno nell’autunno del 2013; le attività termineranno nel maggio 2014. I diversi attori de “La somma fa la differenza” studieranno poi il modo di proseguirlo anche nell’autunno successivo.

L’unico rammarico è che sempre più frequentemente i fondi a disposizione per questo tipo di iniziative, come in questo caso, sono appannaggio dei soli soggetti privati: in Lombardia sono sempre meno le occasioni in cui l’Ente Pubblico può trovare finanziamenti.

Ciò toglie ai Comuni ed alle Istituzioni dello Stato la possibilità di attivare iniziative che siano non solo risposte ai bisogni dei bambini e dei genitori, ma soprattutto che costituiscano l’apertura di possibilità volte al “pieno sviluppo della personalità umana”, il che è un diritto costituzionale.

Questo lascia un po’ di amaro in bocca a chi crede che competa prioritariamente alle Istituzioni dello Stato e del Comune garantire i diritti dei cittadini, piccoli o grandi: ma per ora, conviene godersi questo piccolo bel risultato che si chiama “La somma fa la differenza”.

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