Una slot machine ci seppellirà?

Slot machine

In tempo di crisi, sembra che il gioco d’azzardo sia considerato un buon affare sia per coloro che aprono sale giochi o ospitano macchinette mangiasoldi nel loro esercizio, sia per coloro che sognano di risolvere i propri problemi con un colpo di fortuna.

Peccato che in realtà ci guadagnino solo i primi e che i secondi corrano il serio rischio della ludopatia, un disturbo patologico del comportamento che impedisce al soggetto ammalato di smettere di giocare, anche di fronte alla propria rovina economica.

I sindaci sono i responsabili della salute dei loro cittadini. E infatti, sebbene la legge dello Stato permetta da diversi anni il proliferare delle macchinette mangiasoldi, sono numerosi i Comuni italiani che si sono dotati di uno strumento normativo che consenta di mantenere sotto controllo il fenomeno, dal momento che l’allarme sociale attorno ad esso sta crescendo.

Tra i Comuni più grandi, si sono dotati di uno strumento di un Regolamento per il rilascio di licenze per sale giochi: Bologna, Livorno, Ferrara, Modena e molti altri; ma non occorre avere più di centomila abitanti per decidere di tenere a bada il fenomeno con gli strumenti della legge: anche Comuni di piccole dimensioni e non tanto distanti da Senago lo hanno fatto, come Rozzano, Trecate, Galbiate, Olgiate, Osnago.

Il Regolamento potrebbe definire qual è il numero massimo di sale giochi che il Comune può permettere, le distanze minime da scuole ed altri edifici di rilevanza sociale, i pareri obbligatori necessari per l’apertura dei locali, gli orari, le sanzioni… ed altro.

Ma le macchinette mangiasoldi non si trovano solo nelle sale giochi: sono diffuse anche in numerosi esercizi pubblici. Nel Regolamento del Comune di Rovigo è disciplinata anche l’installazione degli apparecchi per il gioco d’azzardo in bar, pub e locali simili. E il Comune di Bellusco persegue una interessante politica di incentivazione dei comportamenti virtuosi degli esercenti: prevede la riduzione della tassa per la rimozione dei rifiuti a favore degli esercizi che scelgano di non ospitare macchine e congegni per il gioco.

Insomma, i più previdenti si stanno attrezzando per il controllo di un fenomeno che rischia di avere costi sociali elevati.

Quando il Comune di Senago farà altrettanto?

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