Gli edifici scolastici italiani sono messi male

Scuole a pezzi

Le strutture edilizie della scuola italiana sono in condizioni scandalose.

Lo dice l’undicesimo Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità della scuola realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare.

L’indagine, resa pubblica il 18 settembre 2013, è stata svolta su di un campione nazionale di 165 scuole e ha dato risultati preoccupanti.

Una scuola su sette presenta lesioni esterne; in 29 casi sono avvenuti crolli che solo per caso non hanno avuto conseguenze dannose per le persone. In due aule su dieci si stacca l’intonaco e un terzo dei servizi igienici si trova in condizioni igieniche a dir poco precarie.

La manutenzione scolastica è inadeguata quasi per il 40% dei casi. La maggioranza delle scuole del campione non ha le certificazioni relative alla sicurezza e in una scuola su quattro la gestione di una vera emergenza sarebbe problematica.

Le classi sono sovraffollate e una parte delle scuole campione non è adeguata alla presenza di alunni disabili. Le suppellettili scolastiche sono carenti, danneggiate, a volte pericolose. Non sempre c’è una palestra né una mensa.

Questi dati sono solo alcuni dell’XI Rapporto sulla sicurezza scolastica, ma disegnano un quadro che non può tranquillizzare né genitori, né studenti, né il personale della scuola.

Il governo ha recentemente destinato la somma di 450 milioni di euro per il capitolo sicurezza nelle scuole: 150 milioni già nel 2013, 300 milioni nel triennio 2014-2016: e c’è da chiedersi se nel futuro gli stanziamenti saranno esigibili.

Si tratta evidentemente di una goccia nell’oceano e di uno stanziamento del tutto inadeguato, se si pensa che soltanto nell’ultimo anno i genitori hanno contribuito al funzionamento della scuola con donazioni volontarie dal valore di 390 milioni di euro.

Non dovrebbe sorprendere un esito così drammatico della ricerca: dal 2004 tutti i governi che si sono succeduti si sono dedicati al taglio di ogni tipo di risorse destinate alla scuola. Questo è il frutto di quasi dieci anni di dismissione della scuola da parte dello Stato.

C’è da chiedersi: davvero il risanamento economico dello Stato deve passare attraverso il rischio per l’incolumità dei bambini? E’ questo il modello economico che vogliamo?

Cittadinanzattiva chiede da tempo alcuni provvedimenti, tra cui una vera Anagrafe dell’edilizia scolastica, la revisione della legge 133/2008 (targata Tremonti-Gelmini) che causò il sovraffollamento delle classi, l’attuazione piena della legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche.

Sono proposte di buonsenso, nemmeno tanto rivoluzionarie, che nemmeno prevedono una vera messa in sicurezza di tutte le scuole della Repubblica.

Peccato che per realizzare anche un intervento minimo, per mettere solo le toppe, occorrono soldi.

Quelli che alla scuola italiana sono stati sempre e solo sottratti dai diversi ministri: Moratti, Fioroni, Gelmini, Profumo.

Carrozza pare aver invertito la tendenza.

Basterà questo a impedire una possibile tragedia?

 

 

 

 

Una sintesi completa dell’ XI Rapporto sulla sicurezza, qualità e accessibilità della scuola è visibile su

http://www.confinionline.it/it/Principale/Informazione/news.aspx?prog=52142

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