INDOVINA CHI VIENE IN SCENA

maschera

 

La notizia: la Lega Nord ha organizzato a Senago un’iniziativa pubblica contro il Patto di Stabilità del Governo nazionale.
Alla sua iniziativa invita forze politiche e associazioni.
Fin qui, nulla di strano.
La cosa che invece un po’ dovrebbe far riflettere è che l’iniziativa è travestita, ossia quel partito fa finta di non essere tale, propaganda la serata con un volantino non firmato e dice di “voler superare colori o bandiere politiche”. Peccato che è quel partito a non superarle: nel volantino si percepisce un netto pregiudizio contro i meridionali d’Italia, che appaiono le sanguisughe del virtuoso settentrione; la filosofia è la solita degli adepti di quel partito: essi vengono prima degli altri, hanno più diritti degli altri, non si sa in virtù di quale investitura.
Nel volantino anonimo si percepisce la ricerca del nemico esterno su cui concentrare l’odio.
Ma il tutto, secondo gli organizzatori, “non ha una connotazione politica” Incredibile: bisognerebbe parlare di come uscire dalla crisi “ma senza fare politica”!
Quindi saranno coloro che vorranno aderire a doversi spogliare di ideologia e colore politico: gli aderenti alla Lega Nord continueranno a fare la solita propaganda, ma mascherata, senza le insegne di un partito forse troppo screditato per le malefatte a Roma e Milano, le ruberie dei soldi dei Lombardi, i legami con le mafie, e le ridicole faide interne.
L’iniziativa è uno specchietto per allodole.
I leghisti sperano che, mascherandosi, ora riescano a farsi restituire dal popolo italiano (o perlomeno dai più ignoranti, egoisti e sciocchi che abitano le regioni settentrionali della Repubblica Italiana) un po’ di credibilità.
A chi ha poca memoria è opportuno ricordare questo: i leghisti hanno sgovernato l’Italia sostenendo un Governo che ha gettato sul lastrico l’Italia.
Il ministro dell’economia che i leghisti hanno sempre appoggiato ha causato i peggiori danni, favorendo sempre evasori e corruttori.
Il governo sostenuto dalla Lega Nord è stato guidato da un personaggio ora condannato in via definitiva, sotto processo per diversi reati contro lo stesso Stato di cui era Primo Ministro.
E i leghisti si alleerebbero subito di nuovo con questo personaggio, se appena fossero accettati.
E adesso essi protestano perché non sono più al governo e vogliono gettare addosso ad altri le responsabilità del disastro economico. Peccato che ne siano invece fortemente corresponsabili, avendo governato a lungo a Roma e a Milano.
Nella loro iniziativa non compare neanche un segno di voler cambiare rotta su scelte economiche, sociali o politiche, né la volontà di ammettere che le loro politiche hanno combinato solo danni.
Partecipare a quell’iniziativa equivarrebbe a sostenere l’inganno sotteso.
L’invito è quindi irricevibile per chiunque non sia del tutto accecato dalla loro propaganda.
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