Senago, secondo Piano (per il diritto allo studio)

Piano diritto studio 14

Il 19 febbraio 2014 il Consiglio Comunale di Senago ha approvato il Piano Diritto allo Studio 2013-2014. E’ un documento di programmazione di politica scolastica che contiene le previsioni di spesa. Salta subito all’occhio lo straordinario ritardo con il quale è stato approvato: normalmente esso viene messo a punto nel mese di ottobre.  Il ritardo è dovuto all’incertezza finanziaria nella quale il Comune di Senago è stato lasciato dall’Amministrazione dello Stato. Se il Piano Diritto allo Studio fosse stato approvato prima, si sarebbe corso il rischio di doverlo rivedere più volte.

 

Che cosa contiene il Piano?

Tolti gli impegni straordinari di spesa per la manutenzione degli edifici scolastici, per questo Piano 2013-2014 il Comune prevede una spesa complessiva di 683 mila euro, cioè 67 mila euro in meno di quanto speso con il Piano precedente; inoltre introiterà da rimborsi statali e dal pagamento di rette 155 mila euro, ossia 12 mila in più dell’anno scolastico scorso. Il Piano, relativamente alla spesa, è composto di cinque sezioni: Supporto alla Pubblica Istruzione, Contributi a progetti educativi, Sostegno all’attività didattica, Contributi ad altri Istituti, Acquisto arredi. A parte, per la sua straordinarietà, è stato posto il capitolo sull’edilizia scolastica.

 

Manutenzione straordinaria degli edifici scolastici

La spesa più consistente prevista nel Piano è quella relativa a questa sezione: per la messa in sicurezza e per il rifacimento degli impianti termici zona est di via Monza è previsto un esborso di 400 mila euro, dopo che sono stati impegnati oltre 693 mila euro nell’a.s. 2012-2013 per altri interventi straordinari, sempre per il complesso scolastico di via Monza: adeguamento antincendio, messa in sicurezza, impianti termici di parte della scuola media e della scuola dell’infanzia. La situazione locale è grave, ma non è colpa dei governanti senaghesi: tutto il patrimonio edilizio italiano è stato lasciato andare alla malora da uno Stato che da dieci anni a questa parte ha deciso di dismettere la scuola. A Senago si è dovuto correre ai ripari con un impegno straordinario in un momento in cui il mancato trasferimento di fondi dallo Stato agli Enti Locali sta causando il dissesto di numerosi Comuni, grandi e piccoli, che sono stati ridotti sull’orlo della bancarotta.

 

Supporto alla Pubblica Istruzione

L’esborso più significativo che il Comune sostiene è per il supporto alle scuole: quasi mezzo milione di euro spesi per il trasporto scolastico, il pre e post scuola, la psicologia scolastica e l’assistenza per gli alunni con disabilità. Quest’ultimo capitolo di spesa è cresciuto di 38 mila euro, rispetto al passato, arrivando a quasi 265 mila euro. E’ la spesa più forte di questo capitolo e forse l’elemento più qualificante dell’intero Piano. Gli alunni portatori di handicap (oggi detti “diversamente abili”) sono aumentati e, di contro, l’impegno dello Stato si è ridotto: gli insegnanti di sostegno statali, che sono quelli che dovrebbero supportare le classi in cui sono iscritti i diversamente abili, non sono abbastanza numerosi da coprire tutti i casi. Così la Municipalità interviene per colmare la vergognosa lacuna lasciata dal Ministero dell’Istruzione. Forse anche per questo è stato ridotto un servizio di grandissima utilità per le scuole: la psicologia scolastica. Si tratta di un servizio offerto dal Comune alle scuole: da dieci anni a questa parte, diverse psicologhe scolastiche sono a disposizione di insegnanti, genitori e studenti. A i docenti, offrono consulenze alla progettazione didattica, osservazioni in classe e laboratori educativi. Ai genitori, sportelli di ascolto e consulenza in merito a problemi della crescita e del benessere degli alunni. Agli studenti di scuola media viene offerto un interessante servizio di ascolto, molto utile nel periodo critico della preadolescenza. Il servizio di psicologia scolastica si è ridotto progressivamente negli anni e la previsione di spesa di quest’anno è arrivata a 12 mila euro contro i 17 dello scorso anno. Davvero un peccato, se si considera che, a causa -anche qui- del disinteresse e dei tagli dello Stato, questo supporto esperto rimane per la scuola senaghese l’unica opportunità di mantenere elevata la qualità del servizio scolastico.

 

Contributi per progetti educativi

Tradizionalmente il Comune di Senago sostiene specifici progetti che caratterizzano le scuole pubbliche. Quest’anno l’impegno complessivo è sceso di quasi 5 mila euro rispetto al passato, attestandosi a oltre 45 mila. Si tratta di orientamento musicale, teatrale, sulla legalità e molto altro. Spicca il ritorno di una spesa per l’integrazione degli alunni stranieri. Nell’ultimo Piano era stata azzerata la spesa; in questo, compare uno stanziamento di mille euro. Poco, ma meglio di prima (niente).

Sostegno all’attività didattica

In questo capitolo sono contenute le spese di sostegno alle magre casse degli Istituti Scolastici, oltre che la significativa spesa (32 mila euro) per i testi scolastici delle scuole primarie. L’impegno complessivo, per questa sezione, è praticamente identico a quello dello scorso anno scolastico: circa 68 mila euro.

 

Oneri e contributi ad altri Istituti

Quest’anno il Comune stanzia per queste spese 9 mila euro in meno dell’anno scorso, arrivando a prevedere un impegno di 36 mila euro. In questo capitolo sono comprese solo due voci: i contributi da erogare all’AFOL (Agenzia regionale per la formazione professionale), rimasti sostanzialmente invariati, e quelli destinati alle scuole private. A queste ultime sono stati riservati 15 mila euro, 8 mila in meno dello scorso anno. La direzione giusta, in un momento in cui le scuole pubbliche sono strangolate proprio dallo Stato, è proprio quella di far scendere i finanziamenti alle scuole private. Il Comune di Senago lo ha fatto, non arrivando ad azzerare il sostegno all’iniziativa privata, ma riducendolo in percentuale più significativa rispetto a quanto ha fatto per la scuola pubblica. Se infatti sommiamo tutte le voci di spesa in favore della scuola pubblica e le dividiamo per la popolazione scolastica, scopriamo che l’impegno pro-capite (la cifra impegnata per ogni alunno) è sceso del 7% circa. Se facciamo la stessa operazione per la scuola privata, si vede che l’impegno è sceso del 17% circa.

 

Acquisto arredi

Lo scorso anno furono spesi 3 mila e settecento euro per l’acquisto degli arredi. Quest’anno, nulla. Gli alunni dovranno tenersi i banchi vecchi…

 

Considerazioni generali

Non si può dire di poter percepire, alla lettura del dettaglio del Piano, una direzione strategica che la Giunta vuole seguire. Ciò è dovuto alla tempistica del Piano -tardivo per definire una strategia- e alla crisi finanziaria che impedisce di fare grandi progetti. Si tratta di un Piano di gestione di quello che si può ancora mantenere e forse non poteva che essere così. Però questo Piano contiene alcuni elementi qualificanti: la spesa per l’assistenza agli alunni disabili, il ritorno, sia pure minimale, del finanziamento per gli alunni stranieri; la minore incidenza del taglio di spesa sulla scuola pubblica rispetto a quella privata. Ed infine, va riconosciuto il fatto che l’Amministrazione ha idee precise di politica scolastica. Va ricordato l’impegno dell’Assessora Deponti, che si sta spendendo per imprimere, fuori dagli impegni del Piano e cioè a costo zero, una direzione precisa alla politica scolastica senaghese. Si tratta delle due reti o gruppi di lavoro promossi dall’Assessora e da lei presentati nell’introduzione del Piano: uno per la costruzione del benessere a scuola; l’altro, che dovrebbe lavorare sulla promozione della cittadinanza.

 

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