Le “bombe d’acqua” e l’esondazione del Seveso

seveso_05_672-458_r (fotogramma)Presso la Stazione Pluviometrica dell’Arpa Lombardia Parco Nord di Cinisello Balsamo, sono stati registrati, nella mattina di mercoledì 25 giugno, 48 mm di accumulo di pioggia, avvenuti nell’arco di poche ore.

Ciò spiega il repentino aumento della portata del Seveso, poi esondato in zona Niguarda.

Anche la zona Nord Ovest milanese è stata colpita dalle cosidette “bombe d’acqua”, come il caso di Passirana di Rho, dove la Stazione Pluviometrica ha segnato quasi 100 mm in poche ore causando allagamenti anche in quella zona (la cui causa è stata l’acqua caduta proprio lì).

Ma, come già accadde il 24 ottobre 2013 quando il livello del torrente Seveso salì da 80cm a 307cm in soli 15 minuti (leggi l’articolo di Sinistrasenago), a nulla sarebbero servite le vasche di laminazione a Senago perchè l’acqua che lo fece tracimare arrivava tutta dai Comuni vicini a Niguarda, che scaricano direttamente i propri accumuli nello stesso torrente.

Bresso, Cormano, Cinisello Balsamo, Paderno Dugnano, Cusano Milanino, hanno in comune il fatto di coesistere su un territorio ormai interamente ricoperto di cemento ed asfalto e nessuno di questi Comuni ha più sufficiente area libera per l’assorbimento naturale delle acque, né si è preposto di diffondere sistemi di raccolta localizzati, atti quindi a dilatare il rilascio delle acque nel tempo.

L’unico modo per mitigare gli effetti delle bombe d’acqua è di inserire eventuali invasi di contenimento (leggi vasche di laminazione) non a dieci km di distanza dal punto in cui il torrente esonda, come nel caso di quelle che vorrebbero fare a Senago, ma occorre realizzarle il più possibile vicino al fiume ed in particolare al punto di tracimazione. In questo modo ci sarebbe la possibilità di controllare anche gli eventi che si manifestano nell’area vicina e più antropizzata e problematica, proprio per l’accumulo delle acque, a Niguarda. Il Parco di Bresso sarebbe l’unico vero posto dove collocare tale sistema.

Ma la soluzione non può passare solo da questo. Noi pensiamo che occorra adottare una politica urbanistica che porti allo stop di consumo e cementificazione di suolo e che quello urbanizzato venga interamente rivisto adottando sistemi di raccolta acque autonomi fino al singolo condominio.

Crediamo poi che la depurazione delle acque non sia oramai più rinviabile a data ingota e crediamo che la realizzazione di piccole aree golenali lungo l’asse del Seveso sia la soluzione immediata per dare una risposta concreta, anche se piccola, a questo problema, realizzabile tra l’altro a costi etremamente contenuti ed in tempi rapidissimi.

Progettare i quattro invasi da 4 milioni di metri cubi, come la Regione ci suggerisce, è semplicemente un’impresa folle che non porterà ad alcun beneficio.

Già negli anni ’80 la realizzazione del canale scolmatore di nord ovest, colossale opera, venne venduta come la soluzione definitiva. Poco tempo dopo la sua inaugurazione le esondazioni a Niguarda continuavano ad accadere, com’è poi sempre continuato sino ad oggi. Nel frattempo le città che si affacciano sul Seveso hanno visto la più grande urbanizzazione di sempre, coercizzando il territorio in un continuum di strade e tetti e chiudendo per sempre altre possibilità d’intervento, come per esempio quella di realizzare un canale scolmatore in direzione est (la più naturale) verso il Lambro.

Ora vengono a proporci altre soluzioni improbabili dai costi di realizzazione e manutenzione esobitantiti che saranno gestiti dagli stessi attori che hanno già fallito una volta. Siamo nel campo del paradosso tutto italiano.

A nulla sarebbe servito, infine, allargare il canale scolmatore come il Comune di Senago ed il suo gruppo di lavoro  stanno cercando di proporre in Regione. La portata che si sarebbe accumulata insieme a quella proveniente dallo scolmatore dell’Olona, avrebbe certamente creato disastri peggiori nel punto di confluenza dei due canali a Settimo Milanese.

Forse, il vero motivo per cui vogliono realizzare le vasche di laminazione a Senago, è che vogliono evitare esondazioni  a Rho. Expo prima di tutto, anche se servirà solo pochi mesi.

A Niguarda continuino pure ad alzare l’orlo dei pantaloni, visto che lo fa già da 60 anni.

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