Senago: senza via d’uscita?

Senza via d'uscita

Per fortuna a Senago abbiamo ancora un Sindaco, un Consiglio Comunale ed una Giunta. Tutto bene, allora?

Neanche per sogno. E non tanto perché, tra i primi atti votati, il Consiglio ha votato quasi all’unanimità una mozione a favore di due soldati italiani (molto probabilmente) responsabili dell’uccisione di due pescatori indiani: una coscienza non militarista avrebbe sconsigliato ad una Istituzione dello Stato di mettersi dalla parte del (molto probabile) torto. Ma si tratta di uno sgradevole particolare che non cambierà nulla, per tutto il mondo e per i cittadini di Senago.

Le cose non si mettono bene, per Senago, perché, anche dopo l’approvazione del Bilancio, non appaiono al sicuro il Sindaco e la sua maggioranza: ossia tutto ciò che tiene lontano da Senago lo spettro del Commissario prefettizio.

Il Sindaco, così, sembra senza via d’uscita; e con lui tutta la città di Senago.

Speriamo di sbagliarci, speriamo di essere smentiti dai fatti: ma i due consiglieri che hanno tenuto in scacco, con l’aiuto dell’opposizione, il Consiglio Comunale e tutta la città reclamano la loro indipendenza dalla maggioranza e continueranno a tenerla sotto scacco.

Essi sono fuorusciti dal PD a maggio (ma perché questo è stato tenuto nascosto??) e adesso valuteranno, volta per volta, se appoggiare o respingere i provvedimenti della Giunta. Saranno una spada di Damocle sul collo di Lucio Fois. In pratica, il Sindaco non può essere più certo di avere una maggioranza, ammesso che in qualche momento del suo mandato ne sia stato mai certo.

Dovrà concordare ogni cosa con i due consiglieri fuorusciti dal PD: e questo non sarebbe nemmeno tanto disdicevole, se non fosse per il fatto che essi appaiono vicini alle opposizioni di destra. Se non altro, hanno concordato con esse le strategie anti-Fois.

E ora Fois scende a patti con loro. Ma che scelta ha il Sindaco? Che scelta ha la città?

I due consiglieri fuorusciti dal PD appaiono detenere un potere di veto; e questo non è simpatico per chi crede nella democrazia. Ma di più, a far sentire un retrogusto amaro è la considerazione che è stato tradito il voto degli elettori.

Se Lucio Fois ha vinto le elezioni, deve poter governare. Se le destre le hanno perse, devono fare l’opposizione, Semplice, no?

A Senago sembra che non sia così, che le cose siano capovolte; che Fois, eletto per una Giunta di centrosinistra, adesso debba per forza trovare un programma di governo gradito ai transfughi, che fanno intelligenza con le destre, come fosse obbligato ad un Patto di grandi intese.

Ma allora a che è servito votare, se le cose vanno a finire in questo modo? Che via d’uscita abbiamo, se non vogliamo rassegnarci a questo Patto destra-sinistra? Le elezioni anticipate?

Ma che via d’uscita sarebbe, se poi si finisse là dove siamo adesso?

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