Un probabile addio a molti platani di via Risorgimento

Cancro colorato

Durante i lavori di potatura dei platani di via Risorgimento, purtroppo diverse piante sono state trovate probabilmente infettate da un fungo che provoca il cosiddetto “cancro colorato”.

La malattia, originaria del Nordamerica, fu importata in Italia all’indomani della seconda guerra mondiale, attraverso l’arrivo di casse di legno infetto.
Si tratta di una malattia di estrema virulenza, che si propaga con il toccarsi delle radici di alberi contigui o attraverso l’entrata delle spore nella ferite della corteccia.
La malattia è ormai diffusa in tutta Italia; si presenta con la disseccazione della chioma del platano infettato e con la comparsa di aree viola o marroni sulla corteccia o sotto di essa, a seconda del tipo di platano: di qui il nome “cancro colorato”, che spesso porta alla morte della pianta.

La potatura dei platani infettati è pericolosa: diffonde le spore del fungo. Per questo la potatura dei platani di via Risorgimento è stata sospesa.
Adesso si attendono i risultati delle analisi di laboratorio dei campioni prelevati e, se sarà provato che si tratta proprio del cancro colorato, non ci sarà alternativa all’abbattimento.
Infatti non esiste alcuna cura contro la malattia.
Se sarà provata la presenza del malefico fungo, occorrerà capire quanti platani siano stati già infettati, abbatterli e fare lo stesso con tutti quelli vicini, anche se non infetti, a scopo precauzionale.
L’abbattimento, nella sventurata eventualità, dovrà essere eseguito seguendo accortezze indispensabili: il divieto del traffico veicolare, che potrebbe propagare le spore, la raccolta e l’immediata distruzione di tutto il legname e della segatura, la disinfezione di tutti gli strumenti utilizzati per l’abbattimento, dopo il quale non si potrà piantare più alcun platano nel sito.

Esiste una legge nazionale per la lotta obbligatoria contro il cancro colorato dei platani e un’apposita agenzia regionale che deve curare la vigilanza e l’intervento contro la malattia: si chiama ERSAF (Ente regionale servizi agricoltura e foreste) ed è responsabile del servizio fitosanitario in Lombardia.
Sarà dunque l’ERSAF a stabilire se, come e quanti alberi saranno abbattuti.
Si spera che siano il meno possibile: quei platani secolari sono l’elemento urbano che rende più leggiadra l’arteria di via Risorgimento, punteggiata di capannoni industriali.
Senza platani sarebbe senz’altro più triste.

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