Basta stragi. Accogliamo i migranti per costruire un futuro di pace

Naufragio

L’ultimo naufragio dei disperati nel Mediterraneo ha fatto presumibilmente duecento morti.
Queste stragi si ripetono frequentemente e sono destinate ad aumentare durante la bella stagione.
Mentre esse continuano, assistiamo ad una specie di teatrino politico capovolto: sono coperti di insulti e sospetti coloro che provano a salvare in mare almeno una parte di questi disperati e sono considerati salvatori della patria coloro che vogliono che i migranti muoiano affogati.

Tuttavia, il fenomeno migratorio è inarrestabile e destinato a cambiare il volto a tutto il vecchio continente.
Lo Stato italiano, lasciato solo dalla Fortezza Europa, sta reagendo con grande ritardo e molto male. Con la legge Minniti-Orlando ha deciso di agire in quattro direzioni: diminuire gli arrivi, aumentare i rimpatri, ridurre il tempo di permanenza dei migranti, distribuirli sul territorio.
Tranne che per quanto riguarda l’ultimo obiettivo, questo significa: costruzione di centri detentivi in ogni Regione, sottrazione dei diritti umani e giuridici dei migranti ed obbligo di lavori socialmente utili non retribuiti. Insomma: campi di concentramento, tribunali speciali e lavori forzati.

Forse l’unica cosa ragionevole è l’idea della distribuzione dei migranti sul territorio. Il progetto principale che la prevede si chiama SPRAR (Sistema di Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati); ad oggi, sono in maggior numero i progetti SPRAR approvati e finanziati nel Meridione d’Italia che quelli dell’opulento Settentrione.

Anche il Comune di Senago è chiamato a fare la sua parte e sarebbe segno di intelligenza e lungimiranza affrontare la questione per tempo e con idee chiare. Le caratteristiche di inarrestabilità dei flussi migratori infatti fanno pensare ad un futuro in cui gli italiani saranno di tutti i colori. E’ oggi, il momento in cui si può pensare ad una società in cui tutti saranno inclusi. L’alternativa è pensare all’apartheid, ad una società di squilibri e tensioni.
Le politiche sociali, inoltre, potrebbero addirittura migliorare.
E’ falso sostenere che l’accoglienza toglie risorse destinabili agli abitanti autoctoni in difficoltà (ma poi, che vuol dire “autoctono?”): una comunità che è attenta al benessere di tutti non fa differenze etniche o culturali. Il welfare o è per tutti o non è. Quindi starà alle politiche sociali del Comune di Senago prevedere il sostegno a tutti coloro che ne avranno bisogno.

Ma accogliere i migranti oggi, anche a Senago, non è soltanto un atto di intelligenza e lungimiranza che favorisce lo sviluppo sociale.
E’ anche un imperativo morale che deriva dal nostro appartenere al genere umano.

Per tutti questi motivi è stata convocata a Milano, per il 20 maggio, una manifestazione: per dire che nessun essere umano è illegale.
L’appuntamento è in Porta Venezia alle 14.

No one is illegal.

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