Una Beretta senza colpe?

di Domenico Condito

Lo scorso 13 giugno Il Giornale ha pubblicato un articolo in cui si esalta il risultato conseguito da Magda Beretta al primo turno delle elezioni comunali di Senago, dove la candidata della Lega Nord ha raccolto il 46,5% delle preferenze. Secondo Il Giornale, la leghista avrebbe “umiliato” il sindaco uscente Fois, candidato del PD, fermatosi al 27,7%. Vengono poi esaltate le virtù taumaturgiche di Magda Beretta, improbabile eroina senaghese, a cui si attribuisce un fantomatico «Girl power», che metterebbe addirittura “paura al PD di Senago”. Sembra quasi il remake di un vecchio cartone animato giapponese, dove al posto di lame rotanti e alabarde spaziali si materializza dal nulla un nuovo e terrificante “potere rosa”. Naturalmente si tratta di un pezzo di grossolana propaganda politica, con evidente intento manipolatorio. Ma questo tipo di propaganda va presa sul serio, perché risponde sempre a un mandante le cui intenzioni non sono mai limpide e disinteressate. E non è difficile immaginare che l’ispirazione di quest’articolo venga proprio dal gruppo dirigente del Carroccio, che ha sostenuto fortemente la candidatura di Beretta con la presenza a Senago di Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord.

Si tratta comunque di un articolo utile, perché smaschera, suo malgrado, la reale posizione della Lega Nord e di Magda Beretta sulle controverse vasche di laminazione. Secondo Il Giornale, infatti, il sindaco uscente Fois avrebbe condotto “un’assurda battaglia contro le vasche di laminazione che potranno contenere le piene del Seveso”. Si sostiene cioè l’utilità delle vasche e si criminalizza Fois per essersi opposto alla costruzione di quest’opera in realtà inutile e dannosa per l’ambiente. E la candidata leghista, dal canto suo, invece d’indignarsi ha condiviso il pezzo sulla sua pagina Facebook, ringraziando espressamente Il Giornale per l’articolo. Con buona pace dei suoi elettori.

L’articolista, però, omette di riferire che anche Magda Beretta, seppure in modo strumentale, si oppose alla costruzione delle vasche. E quando si espongono i fatti in modo selettivo si mente per omissione, con il deliberato intento di manipolare l’opinione pubblica a favore, in questo caso, di un chiaro soggetto politico. E che la battaglia della Beretta sulle vasche sia stata strumentale è del tutto evidente. La Regione Lombardia, governata dalla Lega Nord, ha avuto un ruolo determinante nella decisione di costruire le vasche a Senago. Se la Beretta si fosse realmente opposta, il Carroccio non avrebbe mai sostenuto la sua candidatura a Sindaco di Senago, semplicemente perché l’avrebbe ritenuta un soggetto politicamente inaffidabile. Si è trattato piuttosto di un gioco delle parti, dove gli esponenti locali della Lega hanno cavalcato l’onda della contestazione delle vasche, per racimolare voti alle elezioni comunali. Magari con una strizzatina d’occhio della dirigenza nazionale. Magda Beretta sta solo raccogliendo i frutti della sua fedeltà al partito e di una campagna mistificatrice. Un premio, tuttavia, che rischia di pagare molto caramente. Difficilmente da Sindaco, così giovane e inesperta, e non per demerito ma per ovvie ragioni anagrafiche, riuscirà a interloquire attivamente con lo strapotere della Lega Nord in Lombardia, che si connota ormai come “sistema”, un vero e proprio potere forte.

Domenica 25 giugno, i senaghesi potranno continuare a credere alla favola di Cappuccetto Rosso e tornare a votare Magda Beretta, ma a proprio rischio e pericolo. Questo «Girl power» più che rosa comincia a tingersi di tinte davvero fosche.

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